
Si parla sempre più spesso di relazioni tossiche ovvero relazioni che nella loro natura prendono forma secondo dinamiche relazionali disfunzionali. Una tra le più diffuse è la dinamica che prende vita tra una persona con dipendenza affettiva e una persona con narcisismo patalogico. In questo articolo ti aiuterò a comprenderne bene i segnali e quali sono le loro connessioni.
Quali sono i segnali di una dipendenza affettiva?
La dipendenza affettiva è una situazione di sofferenza in cui possono trovarsi uomini e donne che non riescono a fare a meno del proprio partner delegando all’altro parti significative del Sè e della propria personalità, vista come unica risoluzione ai propri vuoti affettivi, dove il partner assume il ruolo di “salvatore” e la sua assenza, anche temporanea, da e mantiene una sensazione profonda di non esistere.
Quali sono i segnali della dipendenza affettiva?
Essendo una forma “patologica” e dunque “problematica” di relazione, la dipendenza affettiva presenta alcuni sintomi che possono aiutare la persona a riconoscerla:
1. terrore dell’abbandono e della separazione
2. evidente mancanza di interesse per sé e per la propria vita
3. paura di perdere la persona amata
4. devozione estrema
5. gelosia morbosa
6. isolamento
7. incapacità di tollerare la solitudine
8. stato di allarme e di panico davanti alla possibile perdita
Perché si sviluppa?
La dipendenza affettiva trova la sua radice in esperienze infantile di attaccamento insicuro e dipendente, nei quali si impara a conquistare l’affetto dell’altro attraverso azioni a discapito dei propri bisogni. Ad esempio per coloro che sono cresciute con l’idea di dover essere “brave bambine” che non disturbano e non chiedono è spesso riscontrabile esperienze adulte di dipendenza.
Che cosa accade nella relazione con un narcisista patalogico?
Il narcisismo patologico è una vera e propria patologia, non deve essere confusa con l’egocentrismo o la tendenza a vivere al centro dell’attenzione. Il narcisista patalogico, tendenzialmente di sesso maschile, è l’incastro apparentemente perfetto per coloro che desiderano sentirsi importanti e viste.
All’inizio il narcisista con la sua presenza farà sentire queste persone, per la maggior parte donne, al centro della sua attenzione e per la prima volta nella loro vita si sentiranno viste. Il prezzo però di questo essere viste arriverà ben presto, con gli alti e bassi che il narcisista attribuirà ad azione o colpe altrui, attraverso il senso di colpa e la manipolazione. Il narcisista patologico non è capaci di provare empatia e dunque di una connessione emotiva indispensabile nelle relazioni interpersonali. Per quanto appaia brillante esso userà la relazione per raggiungere scopi, sensazioni e desideri attirando a sé persone che lo faranno sentire importante e mai solo.
Che cosa fare se sei in questa situazione?
Probabilmente la sofferenza e la consapevolezza di essa non arriva da chi manifesta il narcisismo ma da chi manifesta la dipendenza. E se senti di essere tra queste persone, se non ti riconosci più, se ti senti in trappola ma al tempo stesso spaventata dal non riuscire a lasciare andare l’altro, la psicoterapia è la tua soluzione. Contattami perché insieme possiamo riscostruire la tua storia e narrare un’idea di te amorevole e amabile.


