L’essere coppia non è sempre bello, facile o scontato soprattutto quando nascono i figli e il nucleo si allarga:  questo passaggio da coppia senza figli a coppia con figli determinerà dei processi mentali di cambiamento e richiederà una certa flessibilità per adattarsi al cambiamento da parte di entrambi. E’ il momento centrale per imparare a non dare molte cose per scontato e quindi a chiedere o a comunicare il più possibile. Non è raro, infatti, che vi siano relazioni in crisi già nei primi mesi di nascita dei figli, un po’ per la fatica e l’impegno richiesto e per le ore di sonno perse, ma anche per aspettative disilluse e bisogni insoddisfatti.

La dimensione di coppia, l’essere genitori, la relazione con la rispettiva famiglia d’origine e il passaggio definitivo da figlio a genitore sono gli aspetti più cruciali ed essenziali sui quali è impossibile che non avvenga un cambiamento. Anzi esso avverrà, ciò che accade è che si cercherà di mantenere tutto immutabile ma in maniera poco naturale e poco sano.

Cosa succede quando la coppia non funziona a livello genitoriale?

Il rischio maggiore di alcuni conflitti di coppia, sia essi manifesti o latenti, è che vanno inevitabilmente a indebolire l’asse della genitorialità con il rischio di dare messaggi ambivalenti e indicazioni incoerenti al figlio, il quale ovviamente cercherà di potere tale situazione a suo favore. Diciamo che il figlio, nonché la sua gestione, evidenzia tutte le difficoltà dei genitori e tutti i limiti sia relazionali che personali.

Ecco che diventa decisivo comprendere che è impossibile smettere di essere genitori: si può decidere di non continuare una relazione ma non si può decidere di interrompere un relazione genitoriale.  Dico questo perché, soprattutto quando si avvia un percorso di separazione , almeno uno dei due coniugi nella maggior parte dei casi cerca di “eliminare” in maniera anche poco consapevole l’altro dalla vita del figlio, per questioni spesso troppo personali piuttosto che legate a motivazioni genitoriali.

A livello pratico quello che succede nella coppia (conflitti, accuse, rivendicazioni, squalifiche, critiche e giudizi) si manifesteranno anche nella gestione educativa del figlio e nuoceranno a quest’ultimo.

Quali sono alcuni effetti del conflitto sui figli?

I filgi  “triangolati” nel conflitto e dunque richiamati a prendere le parti di uno o dell’altro ma non in maniera molto chiara e diretta, piuttosto attraverso messaggi ambivalenti, possono sviluppare diverse sintomatologie così come assistere a violenze o conflitti: ansia, iperattività, disturbi della condotta, dipendenze sono solo alcune situazioni che possono crearsi e che il figlio può attivare in tale situazione di disagio. Non vi è una difficoltà specifica o un sintomo per eccellenza collegato a tali situazioni , diciamo che tutte le difficoltà che si possono riscontrare su bambini e adolescenti nonché giovani adulti spesso è frutto  di un disaccordo di coppia o genitoriale e spesso è nella famiglia la chiave di risoluzione definitiva.

Come riuscire dunque ad essere buoni genitori anche se in conflitto o separati?

Confliggere spesso non è controllabile e non è del tutto sano evitarlo. In psicoterapia si dice che si può imparare a confliggere bene seguendo al meglio alcune indicazioni e soprattutto all’interno di un percorso di terapia. Alcune indicazioni sono:

  1. Separare la dimensione di coppia da quella genitoriale: è decisivo imparare a non mescolare i ruoli e a mettere dei confini tra la coppia e i figli.
  2. Non discutere di fronte ai figli anche rispetto a questioni educative “quotidiane”: temporeggiate e dite che ne parlerete con calma e poi darete una risposta frutto del confronto.
  3. Dedicate del tempo al conflitto e ai motivi delle discussioni però nella vostra stanza da letto, con la porta chiusa e quando i figli non sentono ( usate toni che vi tutelino)
  4. Quando discutete chiedetevi se siete voi con i vostri bisogni ad avere la meglio o se è il bisogno del figlio.
  5. Date messaggi chiari e coerenti ai figli.
  6. Non usateli come intermediari tra voi e l’altro.

Queste sono alcune indicazioni utili per continuare a fare i genitori anche in momenti di crisi o di separazione. L’importante è non confondere i propri bisogni, principi o lotte di potere per quelle necessarie ai figli: chiedete a loro di cosa hanno bisogno e avrete piacere di accogliere la risposta e stupirvi.

Contattatemi per maggiori informazioni o per fissare una consulenza di coppia o come sostegno alla genitorialità, potreste trovare un luogo nel quale sfogare le vostre emozioni e portarvi a casa riflessioni e strumenti utili per riacquisire e ricostruire un buon clima, seppur separati.

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