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“Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è  disgraziata a modo suo”

(Lev Tolstoj)

La terapia familiare sistemico-relazionale mira alla risoluzione del problema in tempi brevi ed è l’intervento di elezione quando il disagio, che può riguardare in maniera diretta anche un solo componente del nucleo, adulto, bambino o adolescente si ripercuote sulla famiglia mettendone in crisi l’equilibrio: può aiutare a ridurre i conflitti all’interno della famiglia aiutando i componenti di essa a capire cosa sta succedendo a livello di sistema, con l’obiettivo di favorire l’espressione e i sentimenti a lungo tenuti nascosti, e di migliorare la qualità delle relazioni all’interno della famiglia.
L’obiettivo della terapia familiare è comprendere il punto di vista di ogni componente rispetto al problema e alla difficoltà di uno dei suoi membri andando a valorizzare il ruolo di colui che porta il sintomo e cercando di aumentare e migliorare la comunicazione di tale disagio attraverso la risorsa familiare. Infatti la terapia familiare è efficace in breve termine su disagi conclamati e anche patologici.
Nella terapia familiare, il problema che la famiglia porta in terapia viene contestualizzato e compreso nel suo significato alla luce di più livelli di osservazione: quello delle relazioni che in essa intercorrono, della sua storia evolutiva, della fase del ciclo vitale che sta attraversando, delle storie personali dei suoi componenti e delle famiglie d’origine.

Si interviene dunque sulle modalità relazionali e comunicative disfunzionali che la famiglia metti in atto al fine di trovarne altre più funzionali e rivedere il problema alla luce delle sfide che la famiglia dovrà compiere.
Le situazioni maggiormente consigliate nelle quali fare terapia familiare sono:
Disturbi alimentati
• Dipendenze
• Difficoltà adolescenziali
• Psicosi
• Ansia
• Fobie e ossessioni
• Autolesionimo
• Iperattività

Come avviene la presa in carico?
La presa in carico della famiglia spesso arriva in seguito alla richiesta anche di una presa in carico di un minore (bambino e adolescente) in quanto la difficoltà portata non può non essere considerata significativa all’interno della vita familiare. E’ dunque necessario accedere primariamente ad una terapia familiare, focalizzando inizialmente il problema, analizzando storie familiari, aspettative e soluzione tentate al fine di restituire un ipotesi alla famiglia che sia plausibile e significativa del disagio portato. Tale ipotesi diventa un trampolino di lancio per la comprensione della direzione della terapia.

Quali tempi?
La terapia familiare ha una durata di circa 2 ore  a cadenza ogni 15 giorni o mensile. Verranno forniti eserciti pratici da svolgere dalla famiglia e che siano funzionali a creare un cambiamento nel funzionamento del sistema famiglia.

 

Dott.ssa Lisa Sartori_ Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico relazionale 

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