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“Vi sono perdite che comunicano all’anima una sublimità, nella quale essa si astiene dal lamento e cammina in silenzio come sotto alti neri cipressi.” ( F.W Nietzche)

Nel senso comune il lutto viene descritto come uno stato emotivo inevitabile e necessario nella vita di ognuno di noi, legato prevalentemente alla morte di una persona molto importante: esso però si prova anche in occasione di importanti separazioni che riguardano diversi aspetti della nostra vita, sia esterni che interni, come ad esempio la perdita del lavoro, la fine di una relazione significativa, il trasferimento da un luogo caro. Da un punto di vista teorico e di ricerca si evince che esistono “cinque fasi” attraverso le quali passerebbe obbligatoriamente un individuo (anche se non necessariamente in questa esatta sequenza) a seguito della perdita di una persona cara – o dell’annuncio di un’imminente perdita.

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  1. Negazione/Rifiuto (in principio si nega il lutto come naturale meccanismo di difesa);
  2. Rabbia (quando si realizza la perdita, subentra un enorme carico di dolore che provoca una grande rabbia alle volte rivolta verso se stessi o persone vicine o, in molti casi, verso la stessa persona defunta);
  3. Negoziazione (si tenta di reagire all’impotenza cercando delle risposte o trovando soluzioni per spiegare o analizzare l’accaduto);
  4. Depressione (ci si arrende alla situazione razionalmente ed emotivamente);
  5. Accettazione (si accetta l’accaduto, riappacificandosi con esso, spesso sperimentando fasi di depressione e rabbia di natura moderata, volte a riconciliarsi definitivamente con la realtà).

Queste sono fasi indicative e suggeriscono che se la persona si sofferma a lungo su una di esse senza giungere, con i propri tempi all’accettazione, l’elaborazione del lutto non sia completata. Essa è importante in quanto il lutto può diventare anche un lutto ” congelato ” ovvero che persiste nel tempo e blocca la persona che ha vissuto la perdita nella possibilità di progredire nella sua vita, con ripercussioni rispetto alla qualità di essa.

Spesso si è sotto shock, la sensazione è quella di aver subito fisicamente un trauma, una percossa e si alternano momenti di negazione, di rifiuto di quanto è avvenuto a momenti di perdita di contatto con la realtà e di profondo dolore e disperazione. Questa reazione è anche necessaria e auspicabile nei termini in cui permette di contattare il dolore provato, ma allo stesso tempo evita una sovraesposizione che causi un sovraccarico emotivo non sostenibile.

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Cos’è l’EMDR?

L’EMDR usa i movimenti oculari attraverso una stimolazione bilaterale alternata per facilitare e accelerare la desensibilizzazione e l’elaborazione di eventi traumatici disturbanti.

A cosa serve nei casi di Lutto?

Esso è indicato per tutti gli eventi traumatici in quanto allevia, in maniera rapida ed efficace, la sofferenza legata a tali situazioni. Nel caso di situazioni in cui ci è stato un lutto, si identificheranno i ricordi dei momenti più pesanti o traumatici. Una volta che si è iniziato il trattamento, dopo una fase di preparazione, il paziente richiama alla mente l’evento o le immagini peggiori e gli attuali pensieri e/o credenze ed emozioni circa quell’evento. Trasforma le convinzioni errate, rielabora l’evento, modifica le emozioni, rilascia l’energia bloccata dal trauma e produce la ripresa, determinando meno stress per l’accettazione dell’evento luttuoso.

Come si struttura il lavoro?

L’EMDR può quindi essere utilizzato: – per completare quanto è necessario all’elaborazione del lutto non complesso, – per evitare gli ostacoli che potrebbero complicare l’elaborazione – nel lutto complesso, per elaborare gli ostacoli che possono impedire il completamento efficace di processi di elaborazione.

L’EMDR può quindi essere utilizzato:

  • per completare quanto è necessario all’elaborazione del lutto non complesso;
  • per evitare gli ostacoli che potrebbero complicare l’elaborazione;
  • nel lutto complesso, per elaborare gli ostacoli che possono impedire il completamento efficace di processi di elaborazione.

Essa è una tecnica adatta ad adolescenti e adulti.

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Affrontare un lutto è quindi un’esperienza molto complessa ed importante per lo sviluppo individuale e familiare futuro. Avere difficoltà nel farlo è comprensibile e possibile ed in questi casi è di grande aiuto un sostegno psicoterapeutico.

 

Per maggiori informazioni:

Dott.ssa Lisa Sartori, Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Relazionale.

 

 

 

 

 

 

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